Martin Dittus

Martin Dittus si occupa di data-gathering communities all’Intel Collaborative Research Institute (ICRI) dello University College London (UCL).
Nel suo lavoro combina analisi di dati su larga scala con la sua esperienza nelle comunità e nei loro processi informali.
Che significato ha il fatto che oggi possiamo costruire sistemi dove centinaia di migliaia di persone possono incontrarsi per lavorare a uno scopo comune?
Nel suo attuale lavoro studia i processi informali di OpenStreetMap, un progetto di mapping collaborativo che dà grande importanza alla governance delle community, alle organizzazioni individuali e ai gruppi autogestiti su base regionale o su interessi specifici.
In passato ha fatto ricerca per Cosm, una community online in cui decine di migliaia di collaboratori forniscono feed di dati in tempo reale attraverso sensori coprendo in questo modo molti fenomeni urbani e ambientali.
È membro del CdA di London Hackspace, uno spazio no-profit di workshop a East London gestito da una comunità, con già 1000 membri e in crescita; e del comitato consultivo di Trampery, uno spazio di lavoro condiviso in espansione sempre a East London.
È stato uno dei fondatori di Hack the Barbican, il movimento che grazie a un consistente numero di persone legate a discipline diverse occupò per un mese nel 2013 il foyer del Barbican Centre di Londra.
Fa anche parte del team organizzativo di Electromagnetic Field, un camping festival inglese che si tiene ogni due anni per tutti coloro che hanno una mente curiosa o un interesse nel creare cose.
Martin ha anche trascorso diversi mesi con Occupy London ed è stato coinvolto nel coordinamento di questa ampia e diffusa comunità.
Martin ha studiato informatica a Berlino e gli è stata conferita una laurea magistrale al Centre for Advanced Spatial Analysis (CASA) della UCL.
Fino al 2011 ha lavorato come sviluppatore di software e project manager per la startup Last.fm, una online music community con millioni di utenti.